Progetto Prometeo: un piano di formazione internazionale

La formazione manageriale può essere una leva per affrontare la crisi? Come è possibile gestire persone e risorse, indicando strategie e piani di azione in un contesto in continuo mutamento? Quali metodologie formative possono supportare l’apprendimento dei dirigenti?

 

1. La formazione per i dirigenti: nuove opportunità e risorse

In Italia è risaputo che l’accesso alla formazione da parte delle aziende italiane sia inferiore a quello delle imprese europee. Accedono soprattutto le grandi imprese e in misura decrescente le medie e piccole imprese.

Se si analizzano i dati del contesto europeo, pubblicati nel XII Rapporto sulla Formazione continua realizzato dall’Isfol per il Ministero del lavoro e presentato a maggio del 2012, emerge che il numero di mesi impegnati da parte di un lavoratore in attività formativa, durante tutto l’arco della vita lavorativa, è:

  • circa un anno intero in Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia;
  • quasi nove mesi in Germania;
  • circa quattro mesi negli Stati Uniti, in Inghilterra, Corea e Polonia;
  • poco più di un mese in Italia, Grecia e Turchia.

Approfondendo questi dati e analizzando i dati della partecipazione delle aziende in base alla loro dimensione, il 33,5% dichiara che nel 2010 ha realizzato corsi di formazione per i propri lavoratori: si tratta soprattutto delle imprese con oltre 250 dipendenti (oltre l’80%), mentre le aziende tra 50 e 249 dipendenti partecipano nella misura del 68,0%, le aziende tra 10 e 49 dipendenti per il 45,2% e quelle con meno di 10 dipendenti realizzano attività di formazione nella misura del  29,4%.

L’insieme di queste informazioni sulla situazione italiana relativamente alla formazione continua presenta un quadro di sintesi con notevoli punti di debolezza: la limitata partecipazione delle micro e piccole aziende ai processi formativi; i destinatari sono soprattutto dirigenti e quadri; le risorse pubbliche rappresentano ad oggi la fonte per finanziare la formazione continua, fonte che bilancia la riduzione dei finanziamenti aziendali alla formazione stessa; la scelta di tematiche quali informatica, lingue e sicurezza e il minor ricorso ad azioni e piani formativi con focus su competenze professionali e capacità comportamentali.

A supportare l’accesso alla formazione sono presenti nel nostro Paese da diversi anni i Fondi interprofessionali, organismi bilaterali nati per incrementare e incentivare la formazione nelle imprese.

La tendenza ad utilizzare i fondi è diffusa: le grandi aziende integrano le proprie risorse con quelle dei finanziamenti pubblici, mentre le piccole trovano nel “pubblico” una risorsa per poter programmare azioni formative. La possibilità di ricorrere a questi fondi ha generato un incremento della quota di aziende, soprattutto di piccole dimensioni.

In questo contesto Fondirigenti, il Fondo per i dirigenti industriali che ha tra le sue rappresentanze Confindustria e i sindacati CISL, CGIL e UIL, finanzia la formazione per i dirigenti di aziende industriali, incentivando soprattutto la partecipazione delle piccole e medie imprese.

L’Avviso 1/2011 ha finanziato una serie di progetti nel 2011, promuovendo la formazione di dirigenti di pmi dell’intero contesto territoriale italiano.

Questo Avviso ha finanziato il Piano formativo “Prometeo. Competenze di leadership per guidare le aziende e le persone”, un’iniziativa di formazione per dirigenti di imprese del Lazio presentato dalla società di formazione Forma-tec. Il Piano è stato avviato in aprile del 2011 e si è concluso con le attività formative a gennaio del 2012. I destinatari del Piano sono stati dirigenti di piccole e medie imprese del Lazio, in particolare della provincia di Roma. I settori in cui operano le aziende che hanno aderito al Piano sono prevalentemente del settore ICT (Almaviva Contact s.p.a., ISED – Ingegneria Sistemi Elaborazione Dati s.p.a., Energent Biz Power s.r.l., Consorzio Gruppo Energent S.C.A.R.L., Gepin Contact s.p.a.), ma anche di altri settori industriali e dei servizi (Hippo Group Capannelle s.p.a., Porti di Roma – Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta, Pastificio Paone, Insel s.p.a., Injecta S.r.l.., Fiamma 2000 s.p.a., FISE-Federazione imprese di servizi, Getinge Group S.p.A, Pastificio Domenico Paone fu Erasmo S.p.A., ASSOSISTEMA, Elettra Tlc S.p.A, RDS).

Questo Piano, oltre a formar su competenze di carattere manageriale, è intervenuto per potenziare la capacità di internazionalizzazione e di competizione sui mercati stranieri, considerando anche la diminuzione riscontrata nel fatturato UE ed extra UE, registrata dall’“Indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio” di Federlazio.

 

2. Gli obiettivi formativi

Il Piano si ispira a Prometeo, uno dei Titani, che insegnò ai mortali l’architettura, l’astronomia, la matematica, la medicina, l’arte di lavorare i metalli, l’arte della navigazione e altro ancora. La scelta di questo nome è motivata dalla necessità di affrontare le difficoltà e le sfide poste dal contesto, puntando sulla conoscenza, sulle competenze e sull’interdisciplinarietà.

Prometeo è un percorso formativo che ha puntato sul potenziamento delle competenze dei manager attraverso un percorso integrato di formazione, consulenza filosofica e coaching.

L‘obiettivo principale è stato quello lavorare sul profilo di competenze individuali, stimolando i manager ad una riflessione sulle capacità gestionali con particolare attenzione alla definizione degli obiettivi, dei risultati e dei tempi e all’ottimizzazione delle risorse umane, produttive e finanziarie nell’ambito dei piani strategici, organizzativi e di business.

Le competenze più delicate per chi occupa ruoli dirigenziali non sono solo le competenze tecniche o professionali, ma soprattutto le competenze relazionali e di leadership, che presuppongono, oltre alla capacità di gestire se stessi, anche quella di gestire collaboratori e colleghi.

Il dirigente deve essere contemporaneamente un capo (deve dirigere), un counsellor (deve supportare) e un coach (deve guidare e far crescere).

Il potenziamento delle competenze manageriali ha avuto, quindi, l’obiettivo di intervenire sui singoli dirigenti al fine di ottimizzare la gestione aziendale e supportare lo sviluppo del business. Inoltre, l’obiettivo è stato quello di supportare i dirigenti nei processi di internazionalizzazione e di definizione di accordi con mercati esteri.

 

3. L’articolazione del Piano

L’analisi della domanda ha preso in considerazione gli elementi raccolti sul contesto territoriale e li ha integrati con le necessità e le indicazioni specifiche fornite dalle singole aziende aderenti al Progetto.

Le attività svolte per la rilevazione dei fabbisogni sono state due:

  • l’analisi dei risultati di indagini sulla situazione socio-economica nella Regione Lazio e di indagini sui fabbisogni formativi, condotte da Istituti di ricerca nazionali sulle competenze nelle imprese industriali e di servizi. Questa analisi ha consentito di individuare diversi elementi importanti per la definizione del Progetto Prometeo: i contesti organizzativi e le competenze nell’ottica del lifelong learning, il contenuto del lavoro, le caratteristiche della figura professionale in termini di conoscenze, competenze tecnico-professionali e capacità relazionali.
  • somministrazione di questionari ai responsabili della formazione e del personale delle aziende aderenti al Progetto Prometeo. Attraverso questi questionari sono stati individuati gli elementi di contesto relativi alla specifica azienda ed i fabbisogni formativi necessari per il consolidamento sul mercato di riferimento. Inoltre, sono state rilevate informazioni di base sui destinatari delle iniziative di formazione e sulle aree tematiche. In particolare, attraverso questa analisi è stato possibile effettuare una Mappatura delle aree tematiche di intervento del piano relativamente a: Competenze tecnico-gestionali: Competenze comportamentali, Competenze concettuali, Competenze di leadership.

Gli obiettivi indicati hanno suggerito la possibile articolazione del Piano, puntando naturalmente sui fabbisogni formativi emersi.

Il Piano formativo, un percorso di 108 ore, si è così articolato:

  • un kick-off meeting in cui è stato presentato il progetto e sono stati esaminati i temi principali, attraverso i relatori dei moduli, i counselor e i coach;
  • cinque moduli formativi di due giornate, che si sono focalizzati su aspetti e problematiche dell’organizzazione e gestione delle risorse umane, della gestione delle risorse, della leadership, dell’internazionalizzazione;
  • un assessment individuale orientato a determinare le competenze e le potenzialità di sviluppo del singolo dirigente; i risultati di questo assessment sono stati utilizzati per impostare il piano di coaching;
  • un percorso di coaching articolato in cinque incontri individuali con un coach per sviluppare le competenze manageriali individuali;
  • un percorso di counseling filosofico rivolto a tutti i partecipanti orientato a riflettere sulle opportunità e vincoli individuali e di contesto;
  • un seminario di chiusura sulle prospettive strategiche delle imprese e del management.

I cinque moduli formativi sono stati progettati prevedendo sessioni in aula con docenti esperti in comportamento organizzativo e sessioni di formazione esperienziale coinvolgendo docenti ed esperti in singoli approfondimenti.
4. Il punto di vista della Camera di Commercio di Sousse

Il Piano Prometeo, come descritto nelle pagine precedenti, si è svolto in parte sul territorio tunisino. In particolare, il quarto e il quinto modulo sono stati organizzati nella città di Sousse, coinvolgendo la camera di Commercio di Sousse e la Camera di Commercio Italo-Tunisina, oltre che l’imprenditoria locale e quella italiana presenti nella regione.

Al fine di raccogliere un feedback anche dei referenti tunisini sono stati intervistati: Nejib Mellouli, Presidente Camera di Commercio e Industria del Centro Sousse, e Faten Drissi Seffen, Direttrice della cooperazione – Camera di Commercio e Industria del Centro Sousse. Grazie a questi due importanti contributi è stato raccolto anche il punto di vista della Camera di Commercio di Sousse e le opportunità di internazionalizzazione e di conoscenza delle differenti culture.

La Camera di Commercio di Sousse e la Camera di Commercio Italo-Tunisina sono entrambe impegnate ad attivare percorsi tesi a favorire scambi culturali, commerciali e processi d’internazionalizzazione nell’ottica degli accordi europei che insistono sull’area del Maghreb e più in generale sull’intera area del mediterraneo.

Ad evidenza di ciò ricordiamo il protocollo di gemellaggio stipulato tra il governatorato di Sousse e la provincia di Latina e le numerose iniziative messe in campo in questi anni. Ricordiamo, inoltre, che L’Italia rappresenta il secondo paese in termini di investimenti e di presenza d’insediamenti produttivi in Tunisia. Citiamo solo alcune delle circa 800 aziende italiane presenti in Tunisia: Benetton, Colacem, Todini, Almaviva.

Il progetto Prometeo ha incontrato immediatamente da parte di tutte le istituzioni e delle imprese tunisine un esito assolutamente favorevole per due aspetti.

Innanzi tutto, la capacità del progetto di coniugare gli aspetti tecnici della proposta con la possibilità di scoprire la cultura tunisina e le importanti opportunità che il paese è in grado di offrire in termini d’internazionalizzazione, di scambi commerciali e, non meno importante, turistici.

Il momento storico nel quale il progetto è stato realizzato ha dimostrato da parte dell’organizzazione italiana e delle aziende beneficiarie un’occasione straordinaria per documentare, in modo diretto, la situazione contingente. Consapevoli della difficoltà a comprendere quello che nel nostro paese stava accadendo crediamo di poter affermare che la sensibilità dimostrata da tutti gli attori italiani coinvolti ha confermato, se doveva essere necessario, la straordinaria vicinanza tra i due popoli. Possiamo affermare, inoltre, che l’iniziativa ha consentito di sviluppare con maggiore facilità ulteriori eventi che si sono susseguiti nei mesi successivi.

I momenti salienti dell’iniziativa sono stati certamente:

  • il Matching tra le imprese italiane e tunisine, occasione fondamentale per sviluppare relazioni di business e non solo;
  • le aziende che hanno aderito all’evento hanno compilato un apposito questionario che descriveva la propria attività e le proprie esigenze, i prodotti, i servizi e i vantaggi delle proprie offerte.  Le camere di commercio tunisine hanno incrociato i dati forniti con quelli relativi ai propri iscritti in modo da ottenere un’agenda di appuntamenti personalizzata per ogni azienda partecipante;
  • la testimonianza del direttore generale della COLACEM (Il più importante investimento italiano in Tunisia) che ha consentito alle aziende italiane di capire le criticità ed i vantaggi legati ad un processo, che noi amiamo chiamare, di delocalizzazione in Tunisia.

Infine, riteniamo che l’aspetto più rilevante che l’iniziativa  è stata in grado di generare è lo scambio culturale che ha contribuito alla crescita di una consapevolezza dell’accoglienza, dell’appartenenza e della tolleranza.

 

5. Focus sull’internazionalizzazione 

Il modello formativo del Piano Prometeo si basa sulla integrazione tra moduli didattici rivolti a tutti i dirigenti, un percorso di pratica filosofica in aula e una formazione individuale basata sul coaching. Questo medesimo modello è stato utilizzato in un Piano precedente denominato Zefiro, presentato sempre da Forma-tec a Fondirigenti in relazione all’Avviso 1/2010.

Questa impostazione ha consentito di organizzare moduli didattici  per tutti i dirigenti, articolati in didattica d’aula  e formazione esperienziale, basata su diverse metodologie: cinema, filosofia, oudoor, teatro.

In questo capitolo del libro si approfondiscono due moduli dell’intero percorso: il quarto modulo “Individuare nuovi mercati e avviare accordi, tramite l’internazionalizzazione” e il quinto modulo “Definire le strategie, scegliendo un percorso individuale, tramite il gioco del golf”, che si sono svolti in Tunisia a Sousse nel mese di settembre del 2011.

Attraverso questi due moduli l’obiettivo è stato quello di formare i manager sulle prospettive di internazionalizzazione e soprattutto sulla diversità culturale di un Paese come la Tunisia, profondamente cambiato dalla rivoluzione e dalle elezioni del 2011.

Nella fase di progettazione del Piano formativo, avvenuta tra novembre del 2010 e gennaio del 2011, la Tunisia era stata individuata come possibile Paese in cui svolgere due moduli in funzione delle molteplici aziende italiane presenti sul territorio e della posizione strategica nel Mediterraneo.

Gli eventi del 2011, soprattutto dei primi mesi dell’anno, avevano in un primo momento modificato la pianificazione temporale del Piano, in attesa di comprendere come sarebbe evoluta la situazione politica e civile del Paese. In quel periodo la realizzazione di alcuni moduli del Piano Prometeo è stata ritenuta non fattibile, proprio in funzione della delicata situazione. Man mano che le condizioni del Paese si stabilizzavano sono state svolte una serie di valutazioni per verificare la possibilità di realizzare i due moduli del Piano.

In collaborazione con la Tre Bit srl, che opera nel territorio italiano e in quello tunisino, il gruppo di progettazione e coordinamento del Piano ha appurato la fattibilità dell’iniziativa, in funzione sia della stabilizzazione della situazione politica sia della necessità di dare un segnale di speranza ad un Paese che si stava orientando verso un processo di democratizzazione.

Queste valutazioni e riflessioni sono state condivise con i dirigenti che hanno partecipato al Piano al fine di verificare l’interesse e la possibilità di effettuare una parte delle giornate di formazione in Tunisia. Dopo queste verifiche, che sono risultate positive, nei mesi di luglio e agosto del 2011 si è proceduto alla pianificazione didattica e logistica dei due moduli.

 

5.1 Individuare nuovi mercati e avviare accordi, tramite l’internazionalizzazione

Attraverso questo modulo formativo l’obiettivo era lo sviluppo di conoscenze necessarie all’individuazione di nuovi mercati e all’avvio di accordi tramite l’internazionalizzazione. Tale necessità nasce dall’analisi della capacità delle imprese italiane nei processi di internazionalizzazione: molte aziende non sono adeguatamente attrezzate per varcare i confini nazionali e esprimono la necessità di conoscere meglio il mercato tunisino, le opportunità che esso offre e le modalità per operare con maggiore efficacia nel Paese. In tema di internazionalizzazione, il costo dell’inesperienza è particolarmente alto, così come sanno tanti imprenditori per documentazione diretta o per aver assistito a casi di insuccesso.

Questo percorso formativo nasce quindi per rispondere all’esigenza di affrontare il mercato tunisino con maggiore preparazione e consapevolezza. L’obiettivo è stato quello di rendere disponibili le informazioni che possono dare maggiori garanzie di successo ed offrire una serie di spunti utili a costituire la traccia di un percorso strutturato: dal business plan all’analisi preliminare, dalla ricerca di partner all’organizzazione di incontri con buyer tunisini, dalla modalità di partecipazione ad eventi business to business alle indicazioni su contratti e pagamenti internazionali.

In questo modulo la metodologia utilizzata è stata quella seminario: sono state organizzate relazioni di testimoni delle istituzioni e delle associazioni di categoria tunisine. Questa modalità ha consentito di trasferire le informazioni utili ai partecipanti. La modalità seminario è stata integrata dal dibattito, a cui hanno partecipato i dirigenti. Inoltre, al termine della sessione seminariale sono stati organizzati match tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni tunisine e i dirigenti del progetto Prometeo, al fine di conoscere meglio le peculiarità del contesto e di individuare possibili opportunità di business. Questa parte del modulo è stata particolarmente interessante perché ha permesso un confronto diretto tra imprenditori italiani e rappresentanti delle imprese e delle istituzioni tunisine. Il confronto è avvenuto sulle possibili collaborazioni e sui possibili scambi, ma soprattutto in termini di conoscenza del contesto e della cultura di entrambi i Paesi.

 

5.2 Definire le strategie tramite il gioco del golf

Dopo aver preso parte al quarto modulo sull’internazionalizzazione i dirigenti del Piano Prometeo hanno partecipato al quinto modulo “Definire le strategie, scegliendo un percorso individuale, tramite il gioco del golf”. Gli obiettivi formativi sono stati quelli di formare sulla necessità di raggiungere obiettivi e risultati individuali, integrandoli con gli obiettivi e le performance aziendali. In particolare, i contenuti si sono focalizzati sulla definizione di obiettivi, risultati e tempi e sull’ottimizzazione delle risorse umane, produttive e finanziarie nell’ambito dei piani strategici, organizzativi e di business. Attraverso il coinvolgimento di un docente esperto in gestione del personale e comportamento organizzativo e di due maestri di golf è stata simulata una gara di golf in cui ogni manager ha dovuto definire il proprio percorso.

Nelle due giornate di formazione si è fatto ricorso a metodologie didattiche diverse a seconda della sede di svolgimento (sul campo o in aula). Da un punto di vista metodologico il modulo è stato organizzato prevedendo:

  • un setting formativo outdoor: con illustrazioni a voce da parte dei maestri e dimostrazioni pratiche svolte sul campo di gara; in questa fase sono state organizzate squadre di 5 componenti che avevano l’obiettivo di condurre una gara a 9 buche, in 5 ore di durata;
  • un setting formativo indoor: a valle della gara è stata organizzata una sessione d’aula con il coinvolgimento di un docente che ha svolto il de briefing e contestualizzato rispetto al mondo manageriale la gara condotto sul campo da golf.

I principali aspetti trattati in questo modulo hanno riguardato:

  • alcune capacità chiave nel ruolo manageriale quali: scegliere un percorso coltivando una vision, conoscere le regole del gioco, fare leva sulle capacità personali e osservare i best in class;
  • le regole della “étiquette golfique” in tutto paragonabili a quelle di un contesto organizzativo aziendale, quali: il tempo di gioco, le condizioni del contesto e la tolleranza dell’errore;

Molto importante è stato il confronto con i maestri di golf, portatori di valori sportivi e di una cultura locale quale quella tunisina. Al di là degli stereotipi elitari che accompagnano nella opinione comune il gioco del golf, i maestri hanno indicato regole, comportamenti, obiettivi, traguardi, permettendo così di far emergere le affinità e la congruenze tra “capacità riferite a sé” dei mondi del golf e del management: la concentrazione, la capacità di agire sotto tensione, l’abilità di saper controllare e gestire le proprie emozioni, la capacità di riuscire a focalizzare l’attenzione nei momenti decisivi senza disperderla, l’essere precisi nell’azione senza farsi influenzare da elementi esterni o interni nell’esecuzione, la cura dei particolari, la capacità di produrre consapevolezza e auto-consapevolezza in modo continuativo, il procedere per approssimazioni e affinamenti successivi, l’abilità di conquistarsi il centro della scena.

 

6. La crisi come fonte di cambiamento 

Questo Piano formativo si è collocato in un periodo economico e storico molto delicato per il nostro Paese: man mano che si procedeva con la formazione in aula, le condizioni economiche e finanziarie italiane e delle imprese presentavano difficoltà crescenti e nei mesi autunnali sono diventate critiche. Questa situazione ha inciso notevolmente sui manager che hanno partecipato a Prometeo, che hanno manifestato la difficoltà delle aziende e come manager ad affrontare un mercato in crisi e a gestire persone (clienti, collaboratori, fornitori, colleghi) alle prese con incertezze e instabilità.

I due moduli realizzati in Tunisia sono stati per i dirigenti un’occasione per individuare nuove opportunità di business ma anche per comprendere come sia possibile cambiare mentalità e strategie soprattutto in situazioni di crisi. Il confronto con gli imprenditori e i rappresentanti delle istituzioni tunisine e soprattutto con una cultura a noi vicina ma comunque molto diversa ha provocato diverse riflessioni sulla capacità e sulla possibilità di rileggere e modificare il modo di agire nelle imprese.

I risultati attesi al termine dei due moduli, intesi come “strumenti pratici”, erano l’acquisizione, da parte dei manager e imprenditori italiani, degli strumenti/conoscenze necessari all’inserimento nel mercato tunisino e delle capacità di definire obiettivi in un contesto non specificatamente imprenditoriale, come nel caso della gara di golf. Oltre a questo obiettivo è stato possibile comprendere come un Paese che per anni è stato governato da un regime autoritario possa transitare verso un cambiamento politico attraverso modalità pacifiche e democratiche. Inoltre, è stato possibile constatare che il contesto economico e le aziende tunisine sono molto evolute e avanzate e che sono in grado di affrontare il cambiamento anche in situazioni critiche come quelle che hanno dovuto affrontare.

 

Bibliografia

Federlazio, Indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio”, febbraio 2011

G. Miccoli, “Valorizzare le risorse umane attraverso percorsi innovativi di formazione”, in Formazione e Cambiamento (rivista formez, 2009

Isfol, XX Rapporto sulla formazione continua, Isfol, gennaio 2012

UIR-ISAE, Quadro congiunturale dell’economia romana, dicembre 2010

 

Il Piano “Prometeo. Competenze di leadership per guidare le aziende e le persone” è stato finanziato sull’Avviso 1/2011 di Fondirigenti.

 

Autore: Giusi Miccoli

“Progetto Prometeo: un piano di formazione internazionale”, in G. Spagnuolo, Intercultura e Internazionalizzazione. Pratiche di successo per la formazione, Franco Angeli, Milano 2013

Questo articolo è stato realizzato grazie alle informazioni messe a disposizione da: Nejib Mellouli, Presidente Camera di Commercio e Industria del Centro Sousse; Faten Drissi Seffen, Direttrice della cooperazione – Camera di Commercio e Industria del Centro Sousse; Erasmo Cocomello, General Manager Tunisia Gruppo Trebit.