Bauman e la modernità liquida

Bauman e la modernità liquida

Negli stessi anni in cui scoppiava la crisi finanziaria, definita crisi dei subprime, maturava in me l’idea di scrivere un libro, da sociologa, sul maschio italiano. La crisi, iniziata all’incirca nel 2006, è divenuta palpabile nel 2008 quando Lehman Brothers dichiarava la bancarotta e molti altri istituti di credito entravano in una forte crisi.
Il titolo del saggio, pubblicato nel 2010, era Homo Italicus. L’ambizione era raccontare come è cambiato il maschio italiano nei rapporti affettivi rispetto a venti o trentanni fa, periodo in cui uomini e donne avevano relazioni più o meno “stabili”.
L’elemento in comune tra crisi finanziaria e rapporti affettivi era, e resta, appunto la liquidità.
I libri di Bauman, in particolare Modernità liquida (2000) e Amore liquido (2003), sono stati importanti per comprendere come la liquidità agisse sui rapporti affettivi. Era necessario individuare gli elementi di contesto che influiscono sugli equilibri sentimentali e sui comportamenti di uomini e donne.
In Liquid Love: On the Frailty of Human Bonds (2003) Zygmunt Bauman descrive le componenti liquide della nostra società: leggerezza, connettività, varietà, novità e velocità, ma anche flessibilità, volatilità e fragilità. La società è liquida e sono liquide anche l’economia, le aziende, le persone e perfino i rapporti affettivi. Bauman ci racconta un mondo troppo veloce, che brucia i tempi, e una società che richiede alte performance necessarie per affermarsi e avere successo.
La società moderna è liquida in quanto fatta di connessioni deboli, temporanee, non definitive, distruttibili. Non è una rete composta da nodi ben stretti, che resistono anche sottoposti a sollecitazioni di vario tipo. È, in realtà, formata da una serie di legami che si possono facilmente sciogliere appena si modifica lo scenario, in cui nascono poi nuove connessioni ugualmente deboli.
“Nella modernità liquida in cui viviamo anche i legami affettivi sono fragili, mutevoli, sempre in discussione”. Queste le parole utilizzate da Zygmunt Bauman per descrivere le strategie di uomini e donne che anelano relazioni stabili e allo stesso tempo ne rifuggono. La struttura liquida dei legami affettivi consente di “essere flessibili”, ma alimenta anche fragilità e insicurezza.
Il sistema liquido predilige la quantità alla qualità delle relazioni affettive. Suggerisce che è possibile connettersi a più nodi della rete nel tempo invece che definire un solo e stabile legame che dura tutta la vita. In poche parole, finita una storia, ne può iniziare un’altra. In alcuni casi liquidità significa cogliere le occasioni al volo e intrattenere relazioni di vario tipo contemporaneamente. Allo stesso tempo richiede velocità per passare da un collegamento all’altro: la foga della connessione detta il ritmo e sprona l’individuo ad andare veloce. È importante essere sempre in movimento. Solo in questo modo c’è la possibilità di avviare e interrompere relazioni, usufruendo del vantaggio del disimpegno. Questa frenesia non alleggerisce l’anima dell’individuo. Invece incrementa la fatica mentale e l’incertezza. La velocità è però positiva se indica a uomini e donne di mettere il cuore nelle mani dell’altro. Quando suggerisce di buttarsi nella relazione, senza farsi problemi e senza alzare barriere. La velocità fa bene quando aiuta a mettere da parte la paura e ad osare.
In contrapposizione alla velocità naturalmente c’è anche la lentezza. Quella capacità di partire in prima senza necessariamente arrivare alla quinta marcia in pochi secondi. L’abilità di affrontare la vita e l’amore con pazienza e senza correre. Soprattutto senza bruciare le tappe.
Altra componente della liquidità è la leggerezza. Nell’era dei consumi la leggerezza stimola la ricerca della novità e della varietà, consentendo di acquistare beni sempre nuovi e sempre diversi. L’ansia dell’acquisto detta le regole del gioco, mentre la tensione alla dismissione permette di avere beni e sensazioni nuove e stimolanti. Il risultato? Uno shopping non programmato, che può portare ad usare il bene per un lungo periodo o a riporlo in qualche armadio o a smaltirlo e rottamarlo. Tutti scenari assolutamente possibili. In questa società caratterizzata da leggerezza e consumismo combattono due uomini: l’homo faber e l’uomo consumens (Galimberti, 2004). L’uomo faber in amore genera e procrea. Non desidera rapporti pronti all’uso, perfetti e infallibili. Ambisce a creare qualcosa nel tempo, andando incontro all’ignoto così come ai rischi. Come dice Bauman, amare significa entrare in un territorio inesplorato dove non ci sono mappe da utilizzare.

L’uomo consumens invece vive in un contesto caratterizzato dal consumismo, in cui i beni acquistati non vanno accumulati ma consumati e dismessi in modo da fare spazio ad altri beni. Si tratta di prodotti facilmente utilizzabili, che illudono di poter garantire soddisfazioni immediate e risultati senza alcuna fatica. In base a questa legge anche l’amore può essere sottoposto alla regola dell’uso e dello smaltimento.
Gli aspetti deteriori non sono però gli unici. Liquidità non significa necessariamente debolezza o vaghezza. Significa anche flessibilità e capacità di adattamento. Il rapporto liquido può essere in perenne mutamento. Consentendo all’io di essere plurale e al sé di evolvere. Ogni uomo e ogni donna può cambiare nel tempo come persona e come compagno.
Oltre l’immobilismo dei ruoli del matrimonio, la liquidità può ammorbidire la rigidità del rapporto sentimentale e rigenerare il legame. Liquidità e flessibilità vanno, quindi, a braccetto con stabilità e solidità. I legami stabili diminuiscono quantitativamente, ma non perdono il primato in un paese cattolico come il nostro. La liquidità è un punto di debolezza ma anche un punto di forza.
Questo è quanto ci ha insegnato Zygmunt Bauman. Nuove teorie e soprattutto un nuovo paio di lenti con cui guardare la nostra vita.